
Se me lo avessero detto qualche anno fa, probabilmente avrei sorriso, alzato le spalle e risposto con una battuta:
“Ma chi, io? Scrivere su La Vita Scolastica?”
E invece… eccoci qui.
Proprio nei giorni in cui si ricomincia a respirare l’aria delle scuole che si riaprono, delle agende nuove e dei nomi da imparare a memoria, arriva questa notizia speciale:
un nostro articolo – mio e delle colleghe di Lilypad – è stato scelto per essere pubblicato sulla rivista educativa di riferimento per chi lavora nella scuola dell’infanzia e primaria: La Vita Scolastica, Giunti Scuola.
È un traguardo, certo. Ma è soprattutto una partenza.
Perché raccontare un progetto, condividerne il cuore, metterlo su carta perché possa essere letto da altri insegnanti ed educatori, è un atto di fiducia.
E oggi questa fiducia ha preso la forma di una pagina stampata.
I primi giorni di scuola: due consigli (che danno respiro)
Settembre, lo sappiamo, è un mese pieno.
Pieno di emozioni – nostre e dei bambini.
Pieno di aspettative, di incastri da sistemare, di abbracci trattenuti e di nuove routine da costruire.
Per chi lavora con l’infanzia, è un mese di delicatezza e ascolto.
Ecco due piccoli consigli, nati dall’esperienza e dalla pedagogia del quotidiano, che possono aiutare a vivere con più presenza questi primi giorni:
1. Parti dal nome, non dal programma
Nei primi giorni, non c’è fretta di fare.
C’è solo urgenza di esserci.
Impara i nomi con cura, guarda negli occhi, ascolta le storie che i bambini portano dentro.
La programmazione può aspettare. L’accoglienza, no.
Un bambino che si sente riconosciuto, è un bambino che potrà imparare con fiducia.
2. Crea riti semplici e ripetibili
Una canzone all’ingresso, un oggetto che “dà la parola”, una storia che si legge tutti insieme il venerdì.
I riti sono ancore emotive.
Aiutano i bambini a orientarsi, a sentirsi al sicuro, a prevedere il tempo che passa.
In un mondo nuovo e pieno di stimoli, pochi gesti ripetuti sono un rifugio.
A settembre, tutto ricomincia.
E quest’anno, per me, ricomincia con gratitudine e un pizzico di stupore.
Grazie a chi mi legge, a chi mi cammina accanto in questa avventura, e a chi – ogni giorno – sceglie di educare con gentilezza.